Sabato
18 giugno 2005 alle ore 17:30 si apre
presso il CACT Centro d’Arte Contemporanea Ticino a
Bellinzona l’esposizione tematica titolata
LE VANITà
DELL’UCCELLO IN GABBIA
Alex Hanimann, Federica Marangoni, Damir Nikšić, Scott Treleaven
Il titolo prende spunto da un’installazione di Alex Hanimann
realizzata nel 2004 per la Kunsthalle di San Gallo e costituita
(con pareti lignee e rete) da un’enorme voliera montata
all’interno del museo e suddivisa in quattro sezioni comunicanti
di altrettanti colori. Nella gabbia v’erano dei canarini o altri
volatili liberi di scegliere i loro spostamenti nelle varie
sezioni, spinti probabilmente anche da un piacere visivo del
colore. Nonostante questa apparente libertà di movimento, i
volatili erano, però, purtroppo in gabbia.
Da questa descrizione nasce un’interessante riflessione sulla
società, non solo odierna, e sulle libertà concesse all’uomo in
rapporto alle sue visioni e alla propria identità individuale.
Nell’universo delle “cose” vane sono contemplate le utopie, la
speranza cioè di veder realizzati i propri sogni. Ma oltre la
rete, purtroppo, non è possibile spingersi.
Di
Alex Hanimann (Svizzera, 1955) viene presentato uno
dei filmati video (2003-2004) tratti dall’installazione sopra
citata.
Federica Marangoni
(Italia, 1940) presenta opere installative formalmente
riconducibili al binomio arte/architettura, riassunto come segno
nello spazio. Le opere di F.M. si iscrivono in un più ampio
progetto dal titolo evocativo e/o polemico TOLERANCE-IN-TOLERANCE
(2002-2005), che prende corpo dal montaggio di un centinaio di
immagini tratti dalla cronaca giornalistica integrati con una
serie di opere oggettuali particolarmente partecipi ai fini
narrativi, quali del filo spinato, scritte al neon, materiali
vivi come il vetro e altri mezzi che rafforzano il significato
tematico dell’opera.
I lavori di F.M. – nel suo appropriarsi degli aspetti più
performativi dell’arte – riflettono, avanzando con loro
parallelamente, la notevole espressività che contraddistingue
l’autrice.
Anatomy of Exodus (2005) è un’opera video recente dell’artista residente a
Chicago Damir Nikšić (Bosnia e Erzegovina, 1970).
Presentata su di uno schermo piatto, essa è una riflessione
sull’interpretazione del concetto di Oriente da parte
dell’Occidente ed un’evidente critica all’idea falsa ma diffusa
di “Orientalismo”. D.N. riprende – su di un fondale nero
retinato a richiamare i primi tentativi di Eadweard Muybridge di
avvicinarsi al movimento attraverso la fotografia pionieristica
– sé stesso vestito da mussulmano del 19. secolo.
L’autore/attore affronta l’esodo, la partenza da una realtà a
lui ostile e, nonostante il continuo e lungo cammino, il suo
peregrinare è vano.
Ancora giovanissimo, ma di grande talento espressivo e
iconografico, Scott Treleaven (Canada, 1972) propone le
due opere video THE SALiVATION ARMY (2002) e
Beastboy (2002). Già presentato precedentemente all’Art/35/Basel
nella sezione Film, THE SALiVATION ARMY è
una narrazione video proiettata su schermo [e corredata da una
zine], che riassume brillantemente – con un raffinato e coerente
montaggio – la cultura Queer Punk, di cui è un
intelligente e militante interprete.
L’opera
Beastboy, inoltre, si rivela un’icona
video quasi silente; essa rappresenta la fusione metamorfico
dell’uomo con l’universo animale delle passioni.
Dal taglio psichedelico e legato al clip, ma anche al
citazionismo storico, S.T. riesce in maniera poetica ad
illustrare temi talvolta scabrosi con una tale poetica da
rendere estremamente piacevole l’atto del vedere. Dietro ad un
ermetismo apparentemente freddo e duro, S.T. esprime quegli
aspetti mistici, visionari e di controcultura; atteggiamenti di
resistenza ed anarchia necessari a trasformare il mondo altro in
utopia.
La mostra è visibile per il pubblico
da venerdì a domenica
dalle ore 14:00 alle 18:00 e rimane aperta fino al 14
agosto 2005.
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Scott
Treleaven, THE SALiVATION ARMY, Video Still, 2002 |