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I
SOTTERRANEI DELL’ARTE
ANTICO MONASTERO
DELLE AGOSTINIANE - MONTE CARASSO
Involucro
Fabrizio Giannini
Julia Kälin
Jean-Luc Verna
Vernissage sabato
10 settembre alle 18h00
11 settembre - 9 ottobre 2005
Esaltato,
distorto, perfezionato e commercializzato, il corpo umano è
oggi diventato un orizzonte flessibile e malleabile.
Considerato da secoli e in svariate culture come il semplice
involucro biologico capace di ospitare le entità viventi, il
corpo può essere ottimizzato o corrotto. Esso rimarrà
nell’immaginario, nonostante l’evoluzione delle posizioni
filosofiche e scientifiche attuali, come l’elemento
deperibile della coppia anima e corpo. Forse è piuttosto
nelle arti che il corpo ha trovato gli interpreti capaci di
valutarlo e celebrarlo. Dai primi studi anatomici svolti
durante il rinascimento alle deformazioni eroiche del
manierismo e del barocco fino alle azioni performative
radicali degli anni settanta, gli artisti hanno saputo
esplorare il corpo al di là dei tabù e dei preconcetti. Oggi
la produzione pubblicitaria e il cinema hollywoodiano
magnificano il corpo senza necessariamente rendergli onore,
moltiplicando al contempo i riferimenti secondo gli
imperativi economici. In questo labirinto di raffigurazioni,
Involucro esplora tre orizzonti di rappresentazione
del corpo attraverso le opere di due artisti svizzeri e un
artista francese.
Conosciuto per i suoi lavori sui logotipi di alcune grandi
compagnie commerciali, logotipi che l’artista ha ricomposto
utilizzando dei testi critici contro le compagnie stesse,
Fabrizio Giannini (Lugano, 1964) si interessa più
recentemente al fenomeno degli hackers e dei virus
informatici. Attraverso le immagini e le installazioni
realizzate per l’esposizione, l’artista confronta due realtà
distinte: la realtà dei paesi più poveri dove virus e guerre
agiscono spietatamente sul corpo umano, e la realtà
occidentale dove i virus informatici e la guerra tra hackers
rivali sembrano piuttosto i capricci di una classe
privilegiata, la quale detiene comunque il potere di
influenzare il destino economico e sociale del mondo.
Julia Kälin (Aarau, 1977) presenta, con i suoi video
e le sue trasudanti installazioni, un corpo esploso e
torturato dal costante rapporto di forza con la natura, il
cibo, la città e gli altri. Vera e propria membrana
permeabile, il corpo descritto da Kälin agisce come un
filtro tra interno e esterno, tra l’individuo e il mondo.
L’artista costruisce prevalentemente le sue opere con
sostanze organiche deteriorabili al fine di evocare la
materialità e la temporaneità di un corpo sul quale lo
spettatore può proiettare le proprie esperienze individuali.
Più eclettico e onirico è invece il corpo inventato da
Jean-Luc Verna (Nizza, 1966), il quale ci introduce in
un universo in costante opposizione ai modelli
convenzionali. Ispirandosi nel contempo a Ingres, a
Marguerite Duras e a Siouxsie and the Banshees, Verna
congiunge elegantemente la cultura tradizionale con quella
undergound, la cultura popolare con quella elitaria. I suoi
disegni, risaltati con cipria e altri prodotti cosmetici,
danno vita a creature ibride, icone e vanità che svelano le
nostre pulsioni, le nostre paure e i nostri sogni.
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immagine : Jean-Luc Verna, "Mr
Eggman", 2003 (courtesy Air de Paris) |
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I Sotterranei dell'Arte
Antico Monastero delle
Agostiniane
CP 115, CH-6513 Monte Carasso
Phone: + 41 (0)91 8211557, Fax: +41 (0)91 8263348
www.montecarasso.ch
Esposizione: 11.09 - 09.10.05
Orari di apertura:
me, ve, sa, do: 14h00 - 18h00
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Supported By:
Comune di Monte
Carasso, Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Banca Raiffeisen,
Fondation Nestlé pour l’Art, Ernst Göhner Stiftung Zug, Pro Helvetia,
Migros Kulturprozent, Stadt Luzern / Fuka-Fonds, Società Generale
d’Affissioni
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Il CACTicino Centro d’Arte Contemporanea Ticino a
Bellinzona apre la stagione 2005 sabato 12 marzo 2005
alle ore 17:30 con l’esposizione tematica titolata
COABITAZIONI COATTE
Mounir Fatmi, Fabrizio Giannini, Damir Nikšić,
Salis & Vitangeli, Akram Zaatari
Con questa prima mostra dell’anno il CACTicino presenta artisti
provenienti dal Mediterraneo, bacino dei Balcani e Medio Oriente
e/o in generale del Mondo Arabo. Coabitazioni coatte
– esposizione prevalentemente di opere video – sottintende
una denuncia al mondo contemporaneo, e ancor più alla sua
gestione politica, sociale ed etico-morale da un punto di vista
geografico ben preciso.
Quello odierno rappresenta un importante momento storico di
cambiamenti, in cui il nostro rapporto con la Storia, la sua
elaborazione e con la società delle istituzioni evidenzia un
divario vieppiù grande tra mondo reale e istituzionale; siamo
tutti testimoni di un processo di tendenza all’eliminazione
delle libertà individuali e/o collettive per sostituirle
prepotentemente con la manipolazione, con un violento
colonialismo culturale e l’affermazione meramente
politico-economica di un concetto nord-sud. L’evidente, a
tratti, demagogia delle operazioni politiche si autoalimenta con
un sistema di network nelle mani di una classe. Al concetto di
dialogo si vorrebbe contrapporre quello di guerra preventiva,
alla moderazione la politicizzazione forzata in un clima, nel
quale è pressoché difficile ormai distinguere il vero dal reale.
Come vanno interpretati i recenti cambiamenti della società
contemporanea? Come tentativo di contaminare il pensiero libero,
la cultura e le tradizioni, e di inibire – se non di eliminare
completamente – qualsiasi personale caratteristica di
valutazione?
Ed è proprio in questo delicato momento storico di alterazione e
di crisi che l’artista assume un’identità quasi sciamanica di
trasformatore di un valore politico-monetario-carnale in un
valore totalmente spirituale. Egli non utilizza più un mezzo
esclusivamente espressivo, bensì si riappropria del proprio
statuto di agente mediatico e comparativo.
Con la proiezione video Manipulations (2004)
l’autore marocchino Mounir Fatmi (1970) presenta il tema
del gioco come elemento creativo, di fantasia mentale e dalle
mille combinazioni della vita. L’opera – critica e autocritica –
dà una visione del mondo arabo e si riassume visivamente con un
close up di due mani che manipolano incessantemente il
famoso cubo Rubiks con lo scopo di condensare uno stesso
colore su ognuna delle sue facce. Ben presto, però, i colori
spariscono per lasciare posto al nero, il non colore; il cubo
nero rimanda quindi, per forma, all’immagine di uno dei santuari
mussulmani più antichi del mondo: la Kaaba. Le mani si
sporcano di colore, grondante, a indicare il sangue versato, ma
anche il petrolio, oggetto di contesa economica tra Occidente e
Oriente.
Fabrizio Giannini
(1964), artista multimediale svizzero, presenta anch’esso in
proiezione video da computer un’opera per così dire “telematica”
o legata all’universo tecnologico dal titolo Coito.664
(2005). Su muro sono proiettati in sequenza gran parte dei
nomi di virus informatici presenti oggi sul mercato delle
“malattie” legate al mondo degli ordinatori e con le quali
dobbiamo coabitare. Il computer è diventato un mezzo di
comunicazione che unisce tutte le geografie – anche culturali –
del mondo. È un’arma di informazione interattiva, che riflette
per definizione il concetto di mondializzazione. All’interno di
una riflessione puramente tecnologica, Giannini riporta la
discussione sulle problematiche legate alla “macchina”.
Damir Nikšić
(1970) – originario della Bosnia Erzegovina e residente a
Chicago – riassume prevalentemente attraverso il mezzo video i
suoi temi prediletti; divisione e riunificazione. Con
Oriental (2004) già presentato in anteprima nell’ambito
di Genova 2004 capitale europea della Cultura, l’autore
mostra in una forma ironico-sarcastica il tragico rapporto tra
Occidente e Oriente.
Nikšić – autore e attore – gioca il ruolo del cantante,
rifacendo il verso a uno dei tanti modelli televisivi MTV. Il
testo drammatico della canzone stride con lo stile mieloso e di
consumo, facendo scaturire quel sottile, quanto intelligente,
sarcasmo tipico dei lavori di questo interessante autore.
Morning Star #2
(2004) della coppia Salis & Vitangeli (Giovanna Salis,
1970 & Massimo Vitangeli, 1950) è l’evocativo titolo di un clip
di pochi secondi, in cui è riprodotto, con ripresa fissa, una
macchina per l’uccisione degli insetti come se ne vedono tante,
specialmente d’estate nei luoghi pubblici, costruite per
fulminare e uccidere con il suo voltaggio qualsiasi insetto
notturno; soprattutto le falene presenti unicamente nel
Mediterraneo. L’opera svela la sistematica e consapevole
intenzione di uccidere la fastidiosa presenza della falena ed è
accompagnata da un audio elaborato in forma di climax ascendente
(che ne rafforza la drammaticità) e discendente verso la fine
del video a rappresentare la morte.
Dell’artista libanese Akram Zaatari (1966) viene
presentata l’opera Red Chewing Gum (2000), che
narra la storia della separazione tra due amici, elaborata
attraverso l’uso quasi aleatorio di diversi piani temporali e
spaziali. L’impotenza del narratore di fronte al tempo che se ne
va portando con sé le intime esperienze di vita, si manifesta
con il tentativo di ricostruire nostalgicamente la memoria, di
idealizzare il vissuto; ultimo vano e disperato grido di
riesumare a riattivare il passato. Zaatari è un valoroso
interprete della società libanese, stigmatizzandone le realtà
politiche e culturali attraverso temi quali l’identità e la
sessualità.
La mostra è visibile per il pubblico da venerdì a domenica
dalle ore 14:00 alle 18:00 e rimarrà aperta fino al 30
aprile 2005.
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Fabrizio
Giannini, "Coito.664", 2005
Computer-generated projection |
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CACTicino
CENTRO D'ARTE CONTEMPORANEA TICINO
Via Tamaro 3 - 6500 Bellinzona (Switzerland)
Phone +41 (0)91 825 40 72
http://www.cacticino.net/ |
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Supported By:
federal office for culture, migros percento
culturale, city of bellinzona, ernst göhner stiftung
zug, farmacia nuova gordola, friends of cacticino |
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"Exotic connection"
— (23 Nov - 15 Jan 2005)
Opening:
Friday 26 November at 18h - 21h
Francisco da Mata, Fabrizio Giannini, Matthieu Pilloud,
Alexia Turlin, Jean-Thomas Vannotti, Idée Appliquée.

Galerie art one, Stiftung zur Förderung junger KünstlerInnen
Heinrichstrasse 235 (im Hof)
Postfach 2068 8031 Zürich
t +41 44 273 1737
f +41 44 273 1766
www.galerieartone.ch
Di-Fr 12-18h, Sa 11-16h
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LASKO
— un panorama du wall painting en Suisse
(16 mai - 31 juillet 2004)
vernissage samedi 15 mai dès 18h.
allocution à 18h30
LASKO est la première
exposition d’importance consacrée au wall painting suisse
contemporain. Elle est organisée par le CAN en collaboration
avec l’École supérieure des beaux-arts, Genève - ESBA. Elle
réunira une trentaine d’artistes représentant plusieurs
générations et approche de la peinture murale. Beaucoup d’entre
eux comptent parmi les figures de proue de l’art de notre pays.
Il y a tout d’abord cette question: comment exposer le
wall painting, ce mode d’expression exempt de tradition
muséologique? Le mur peint dans nos sociétés trouve son
expression emblématique dans le graffiti, qui est indéniablement
solidaire dune sociologie de même que dune psychologie de la
réaction. Dès les années 60-70, les artistes
d’avant-garde trouvèrent eux aussi dans le wall painting une
alternative à une forme d’autorité, le tableau, dépositaire dune
histoire pluriséculaire ainsi que dune conception illusionniste
de l’espace pictural. En outre, les origines incertaines du wall
painting lui confèrent une dimension d’anonymat.
Le terme aura dans cette exposition une acception ouverte, pour
désigner toute inscription de signes, de traces ou de motifs sur
un mur. Il recouvre ainsi une vaste catégorie de médias, de la
peinture
acrylique au spray, en passant par l’aérographe ou la mine de
plomb. Marqué, le mur s’émancipe de sa fonction architectonique
pour devenir territoire symbolique. Ainsi se pose la question de
l’espace propre d’une inscription murale. En tant que motif sur
un support matériel, le wall painting est plus
proche du tatouage que du tableau. Il révèle la spécificité de
son espace d’inscription, et les artistes sont de plus en plus
nombreux, d’ailleurs, à concevoir leurs oeuvres dans une
relation étroite à l’espace construit.
LASKO se présentera comme une “grotte à images”,
une caverne contemporaine. Le visiteur fera l’expérience des
limites et résonances d’un lieu. Afin que soit préservée
l’impertinence sémiologique du wall painting, ceux-ci seront
articulés de manière non linéaire, avec néanmoins le souci de ne
pas ériger ce principe en nouvelle contrainte. Certaines images
s’inscriront ainsi sur deux ou plusieurs pans de murs, d’autres
sur les sols ou encore sur les plafonds du CAN. Tout l’espace
sera investi. Sur le modèle informatique de l’hypertexte, cette
exposition pourra ainsi être appréhendée comme une hyperimage,
à savoir un tissu de signes dont les extensions
possibles varieront selon le point de vue adopté.
Gauthier Huber
(curateur de LASKO)
Un certain nombre d’événements auront lieu pendant
I’exposition.
L’un d’entre eux est une installation sonore de FABRIZIO
GIANNINI, ‘...Acapulco 1971 ...“, qui sera visible et audible le
soir du vernissage. Des lecteurs CD portatifs, reliés à autant
de mini amplificateurs, seront disposés de manière aléatoire
dans différents espaces du CAN. Une voix synthétique récite, à
un rythme très soutenu , le nom des quelque 75’OOO virus
informatiques qui ont été recensés à ce jour.
Une conférence sur la peinture murale est prévue dans le courant
du mois de juin. Les personnes intéressées peuvent se renseigner
en appelant le secrétariat du CAN. Nous vous enverrons alors des
informations plus précises par courrier électronique.
Artistes : lan Anüll, John M. Armleder, Joerg
Bader, Ignazio Bettua, Annelise Coste, Crystel Ceresa, Francisco
Da Mata, Hadrien Dussoix, Ariane Epars, Thierry Feuz, Sylvie
Fleury, Fabien Friederich, Michel Grillet, Lori Hersberger, Nic
Hess & Sebastian Sieber, Tami Ichino, In-Young Moon, Lang &
Baumann, Nicolas Leto, Renee Lévi, Olivier Mosset, Karim
Noureldin, Didier Rittener, Christian Robert-Tissot, Peter
Roesch, Ugo Rondinone, Daniel Ruggiero, Claude Sandoz, Alex
Silber, Sidney Stuecki, Patrick Tschudi, Alexia Turlin, Felice
Varini, Eric Winarto et Philippe Zumstein.
Soutien:
ESBA Genève, Etat de Neuchâtel, Fondation Nestlé pour l’Art,
Lascaux the spirit of colours, Loterie romande, Ville de
Neuchâtel www.can.ch, info@can.ch
CENTRE D’ART NEUCHÀTEL
OUVERT DE MERCREDI A DIMANCHE DE 14.00 À 18.00
RUE DES MOULINS 37,
CP 2132, CH-2001 NEUCHATEL
Tél : 03272401 60, Fax: 03272401 71
www.can.ch, info@can.ch

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Che c'è di nuovo? La scena artistica
emergente in Ticino
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Museo Cantonale d'Arte, Lugano
8 giugno - 31 agosto 2003
Inaugurazione sabato 7 giugno ore 18.00
Orari: martedì 14-17, da mercoledì
a domenica 10-17, lunedì chiuso
Ingresso: gratuito
Il Museo Cantonale d’Arte presenta
- durante il periodo estivo - Che c’è di nuovo? La scena
artistica emergente in Ticino. L’iniziativa muove dalla
constatazione della scarsa visibilità dell’arte contemporanea
nel nostro Cantone, soprattutto rispetto al resto della
Svizzera, dove tradizionalmente l'impegno nella promozione degli
artisti emergenti è più intenso e regolare. In Ticino, la
mancanza di premi e di borse di studio riservati agli artisti,
così come le ridotte possibilità di ottenere soggiorni in
atelier all’estero, sono elementi che contribuiscono a rendere
particolarmente arduo, per i giovani che si affacciano sulla
scena artistica, divulgare il proprio lavoro.
Nell'ambito delle attività
promosse da un museo d'arte rientra anche la verifica in presa
diretta di quanto accade nella contemporaneità. È stato così
elaborato un progetto espositivo che ricalca il modello, diffuso
soprattutto oltre Gottardo, delle Jahresausstellungen o
Weihnachtsausstellungen. Come nel caso di quest'ultime,
l'obiettivo è quello di fornire periodicamente una panoramica
della produzione artistica recente nel nostro Cantone. Non si
tratta, dunque, di un'esposizione d'arte contemporanea ordinata
da curatori che operano una lettura critica del presente
selezionando in tal senso gli artisti, ma di un ampia
ricognizione della scena ticinese emergente.
Nelle intenzioni dei suoi
promotori - Marco Franciolli, direttore del Museo Cantonale
d’Arte, Simona Martinoli, membro del Consiglio di Fondazione di
Pro Helvetia e Yvonne Pesenti, direttrice del Percento Culturale
di Migros Ticino – l’esposizione Che c'è di nuovo? avrà una
cadenza triennale e coinvolgerà, oltre al Museo Cantonale d’Arte
che continuerà a ospitare l’iniziativa, anche altre sedi
espositive nel Cantone, consentendo - da un lato - al pubblico
di aggiornarsi costantemente sulle nuove tendenze che emergono
nei diversi settori delle arti visive e - dall'altro - di
offrire un’occasione concreta di sostegno e di promozione agli
artisti ticinesi.
Proprio per questo motivo,
riprendendo una delle caratteristiche tradizionali delle mostre
analoghe nel resto della Svizzera, le opere esposte saranno in
vendita.
Al fine di garantire una reale
apertura a tutte le tendenze che compongono il panorama
artistico attuale, la selezione degli artisti è stata affidata
ad una commissione composta da dodici figure tra critici,
curatori e storici dell’arte che operano in Ticino e dispongono
di una vasta conoscenza della produzione artistica nella nostra
regione.
I 33 artisti presenti in mostra -
uno spaccato rappresentativo anche se non certo esaustivo della
realtà artistica ticinese - sono il risultato complessivo delle
scelte dei singoli commissari, ognuno dei quali ha proposto tre
nomi. Agli artisti invitati è stata offerta la possibilità di
esporre da un minimo di due a un massimo di cinque opere, con la
condizione che queste siano state realizzate negli ultimi tre
anni.
ll Percento culturale di Migros
ticino, ente copromotore del progetto partecipa attivamente
all’iniziativa attraverso due diverse e altrettanto fondamentali
modalità: garantisce la sua disponibilità a sostenere
economicamente l’iniziativa anche per le edizioni future e
istituisce un Premio di incoraggiamento alla creazione artistica
di Fr. 10'000.-.
Le opere degli artisti selezionati
saranno pertanto sottoposte al vaglio di una giuria di critici
provenienti dal resto della Svizzera e dall’Italia, che
premierà, in occasione dell'apertura ufficiale, il lavoro più
interessante. La giuria comprende Jacqueline Burckhardt, critica
d’arte, redattrice della rivista Parkett, Laura Cherubini,
critica d'arte, docente all’Accademia di Brera, Caroline Nicod,
Conservatrice al Musée Cantonal des Beaux-arts di Losanna,
Madeleine Schuppli, direttrice del Kunstmuseum di Thun e Beat
Wismer, direttore del Kunsthaus di Aarau. La scelta di affidarsi
ad una giuria composta da membri non attivi nel nostro Cantone
nasce dall’intento di promuovere gli artisti ticinesi al di
fuori di un ambito strettamente locale e di garantire la massima
imparzialità di giudizio.
La premiazione avrà luogo il 7
giugno alle 18.00, durante l’inaugurazione della mostra.
Una brochure sarà pubblicata in
occasione dell’esposizione.
Museo Cantonale d'arte
via Canova 10
6900 Lugano
Switzerland
t +41 91 91 04 780
www.museo-cantonale-arte.ch
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Elenco artisti in mostra
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1.
Bassanini, Katia |
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2.
Baumgartner, Susanna Janina |
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3.
Boschetti, Paolo |
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4.
Botti, Stefania |
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5.
Campana, Carmen |
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6.
Cascio, Davide |
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7.
Cometta, Andrea |
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8.
Costagliola, Christian |
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9. Crociani,
Andrea |
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10.
De Bernardi, Laura |
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11.
De Giacomi, Giuseppe |
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12.
Falconi, Ivana |
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13.
Fettolini, Gabriele |
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14.
Fiorillo, Alain |
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15.
Forrest, Bill |
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16.
Frei, Luca |
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17.
Gabutti, Andrea |
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18.
Giannini, Fabrizio |
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19.
J&W Management Consulting (Patricia Jacomella/ Maria Walther) |
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20.
Lonati, Vichi |
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21.
Mengoni, Luca |
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22.
Minelli, Gian Paolo |
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23.
Monnier, Gianluca |
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24.
Mutti, Maria Rosa |
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25.
Repetto, Silvano |
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26.
Romerio Boisco, Valeria |
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27.
Saurwein, Emanuele |
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28.
Solari, Laura |
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29.
Spinelli, Stefano |
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30.
Terzaghi, Matteo / Zürcher, Marco |
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31.
Turewicz-Lafranchi, Margherita |
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32.
Vella, Francesco |
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33.
Villa Petraglio, Manuela |
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Galleria Palladio
Esposizione personale / Solo Exhibition |
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Fabrizio Giannini
12. 04.-28.06.2003 Inaugurazione: sabato 12 aprile alle ore 18.00 |
Opening: april
12, 2003, 18.00 p.m.
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Catalogue available
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Galleria Palladio
Via Nassa 30
6900 Lugano-Switzerland
t +41 (091) 923 48 61
f +41 (091) 923 48 57
www.galleriapalladio.com
galleria.palladio@bluewin.ch
Opening hours
Mo - Sa: 15.00 - 19.00 |
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CentrePasquArt 29 03– 25 05 2003 Kunsthaus
Centre d’art |
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In diesen Zeiten c’est le moment
Eine Begegnung mit der jungen Kunstszene Schweiz /
Une rencontre avec la jeune scène
artistique suisse /
Un incontro con la giovane scena
artistica svizzera
M.S. Bastian, Valentin Carron,
Jonathan Delachaux, Andreas Dobler, Geneviève Favre, Pascale Favre, Fabrizio Giannini,
Franz Gratwohl, San Keller, Jörg Köppl / Peter Zacek, Hannah Külling, Reto Leibundgut,
Zilla Leutenegger, Andres Lutz / Anders Guggisberg, Nathalie Novarina / Marcel
Croubalian, Kotscha Reist, RELAX, Silvano Repetto, Rébecca S., Bohdan Stehlik, Gerda Steiner / Jörg
Lenzlinger.
In diesen Zeiten c’est le moment
Sie und Ihre Freunde sind herzlich eingeladen zur
Vernissage am Samstag
Vous et vos amis êtes cordialement invités au
vernissage le samedi 29 03 2003
17h
In diesen
Zeiten c’est le moment ist eine
Gruppenausstellung, die mit einer Auswahl von siebenundzwanzig, aktuell in der
Schweiz arbeitenden Künstler/innen Einblick in die junge Kunstszene Schweiz gibt.
Als Vertreter/innen der verschiedenen Landesregionen und der verschiedenen
Medien (u.a. Malerei, Zeichnung, Neue Medien, Installation, Performance) zeigen
sie Positionen im breiten Spektrum der künstlerischen Tätigkeit im Land. Ohne
jede Themenvorgabe stand den eingeladenen Künstler/innen, und -gruppen jeweils
ein ganzer Raum für ihre neuen Arbeiten zur Verfügung, die sie auf die
Ausstellung hin produziert haben. Zur Ausstellung erscheint im Verlag edition
fink Zürich ein Künstlerbuch von 96 Seiten mit separatem Textheft von 64 Seiten
in der Beilage. Eine Sonderausgabe von 150 Exemplaren enthält eine CD mit
Fotografien sämtlicher Installationen der Ausstellung.
In diesen
Zeiten c’est le moment est une exposition
collective qui, avec un choix de vingt-sept artistes travaillant actuellement en
Suisse, se propose de donner un aperçu de la jeune scène artistique suisse. Ces
artistes représentent non seulement diverses régions de Suisse, mais aussi
différents domaines de l’art (peinture, dessin, nouveaux médias, installation,
performance, etc…) et offrent une large palette de l’activité artistique du pays.
Sans contrainte thématique, chacun des artistes ou groupes d’artistes a à
disposition un des espaces du CentrePasquArt pour un nouveau travail
spécialement réalisé pour l’exposition. A l’occasion de l’exposition paraît aux
éditions fink à Zurich un livre d’artistes de 96 pages accompagné en annexe d’un
carnet de textes de 64 pages. Une édition spéciale de 150 exemplaires est
accompagnée d’un CD qui contient des photographies des travaux présentés dans l’exposition.
CentrePasquArt Kunsthaus Centre
d’art
Seevorstadt 71-75 faubourg du Lac
CH 2502 Biel Bienne (Switzerland)
T + 41 32 322 55 86 F +41 32 322 61
81
www.pasquart.ch
info@pasquart.ch
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Museo
Cantonale d'Arte |
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Carlo Cotti e la
sua città
Recenti acquisizioni della collezione Arte Svizzera Contemporanea del Fondo
Cotti -Sezione Fotografica Ticinese del Fondo Cotti
Lugano,
Museo Cantonale d'Arte
15 Febbraio - 11 Maggio
2003
Museo Cantonale d'Arte
via Canova 10 - 6900 Lugano
tel. +41 91 910 47 80 fax +41 91 910 47 89
www.museo-cantonale-arte.ch
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